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“Le persone delle generazioni future hanno diritto a una Terra indenne e non contaminata, includendo il diritto a un cielo puro”.

UNESCO, Dichiarazione Universale dei Diritti delle Generazioni Future, 1994.

Per inquinamento luminoso si intende un’eccessiva ed impropria immissione di luce artificiale nell’ambiente, in particolare verso il cielo.
Esso è motivo di ingenti sprechi energetici ed economici: almeno il 30% della luce emessa dalle lampade italiane va verso il cielo, dove non serve. Su scala nazionale, centinaia di milioni di euro vengono mandati in fumo ogni anno.
L’eliminazione di tale spreco corrisponde ad una matematica riduzione dei consumi energetici e della quantità di gas serra prodotti: dunque, l’inquinamento luminoso produce un chiaro impatto sul clima.
Un eccesso di luce artificiale interferisce pesantemente con l’ambiente naturale notturno, alterando delicati equilibri vitali delle specie animali, vegetali e, naturalmente, dell’uomo, come documenta la letteratura scientifica internazionale.
Altra grave conseguenza dell’inquinamento luminoso è il degrado nella visione del cielo. La luce in eccesso, complici l’inquinamento atmosferico e le polveri connesse, viene ampiamente trasmessa verso l’alto, incrementando notevolmente la luminosità del cielo notturno, con conseguente “annegamento” in essa della luce delle stelle. Un alienante cielo senza stelle: quanta arte, che così spesso si è ispirata al cielo, ci sarebbe oggi se le stelle fossero sempre state nascoste dalle luci urbane?
Un danno immenso al patrimonio scientifico, culturale ed antropologico legato al cielo stellato: diviene impossibile studiare l’universo e l’Uomo non trova più riscontro di quello scenario cosmico di cui è parte e che da millenni adorna e ispira la sua cultura e il suo mondo interiore.
Rispettare il cielo significa rispettare e preservare il nostro pianeta: un impegno su cui l’uomo è davvero chiamato a dar prova della propria intelligenza.

Gianluca, Alessandra e Paolo