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3 mesi agoPubbliche4

1. Creare con un piano di programmazione industriale dei prossimi dieci anni con una tassazione prossima allo zero per industrie italiane e straniere completamente green. Rendere l’Italia in grado di polarizzare il concetto green capitalizzando l’enorme potenziale universitario che abbiamo in Italia e sparso per il mondo. Abbiamo persone in grado di pulire il mare con gli scarti della lana, frigoriferi senza elettricità, autobus componibili, elettricità dalle maree.
È RIDICOLO, OBSOLETO E LIMITATO credere che la nostra industria debba essere legata alla plastica e all’energia acquistata all’estero. Stime scientifiche hanno dimostrato che l’Italia è uno dei pochi stati europei che potrebbe raggiungere l’autarchia energetica con le rinnovabili. Si continua a credere che l’industria sia nemica dell’ambiente, ma l’industria può cambiare. Se fossimo i primi a fare una scelta coraggiosa, sfruttando l’onda green, potremmo uscire dalla crisi economica E difendere il clima. No non sono cose campate in aria, esistono tutta una serie di report dettagliati a questo proposito. Bisogna decidere di scommettere sul SECONDARIO green.
2. Oltre alla tassazione prossima allo zero per industrie completamente green, utilizzare almeno il 50 per cento dei fondi destinati allo sviluppo militare per darli ai noti centri di eccellenza universitaria per ricerca dei biomateriali e delle tecnologie green, per la vendita dei brevetti e per percentuali di profitto sullo sviluppo all’estero degli stessi.
3. Abolire entro due anni bicchieri, piatti, posate etc di plastica in commercio e sostituirli con materiali biodegradabili prodotti in Italia.
4. Porre delle reti di raccolta rifiuti all’esterno degli scarichi acquei diretti al mare e differenziarli ogni 2-3 gg.
5. Tassazione di involucri inutili non riciclabili per alimenti e oggetti
6. Triplicare i centri di lavaggio dei rifiuti
7. Priorità di assunzione delle industrie green al personale in cassa integrazione dei settori colpiti dal decreto