1

L’Italia è tra le prime grandi economie europee dopo Germania e Spagna nel riciclaggio della plastica: nel 2017, il 43,7% degli imballaggi in plastica raccolti è stato destinato al riciclo (Corepla, 2018). Da quando la Cina ha vietato l’importazione di plastica riciclata (e altri materiali), il mercato italiano si è letteralmente arrestato con tonnellate di plastica stoccate nelle fabbriche. Essendo tra i migliori esempi di riciclo della plastica in Europa, riteniamo che il mercato italiano della plastica riciclata sia già maturo per porre un obiettivo più impegnativo in termini di contenuti obbligatori di riciclo per i nuovi imballaggi.

Volt vuole portare l’Italia (che recentemente, purtroppo, si è distinta per aver votato contro la proposta di direttiva UE sul divieto delle plastiche mono-uso) ad essere libera dal mercato delle plastiche monouso entro il 1 gennaio 2020 (con un anno di anticipo rispetto allo stop stabilito a livello UE).

Questo potrebbe davvero permettere al mercato italiano della plastica di uscire rapidamente dalla costante “crisi dei rifiuti”, offrendo anche adeguati incentivi ai produttori per passare da materiale vergine a materiale rigenerato. Questo si traduce nella volontà di azzerare l’immissione sul mercato delle plastiche usa e getta su tutto il territorio italiano, limitando di conseguenza l’utilizzo delle plastiche di cui è garantito l’avvio a riciclo (es. il PET).

Ripensare il segmento delle plastiche partendo dalla progettazione degli oggetti e dunque degli imballaggi: riduzione della percentuale di plastica utilizzata, maggiore omogeneità composizionale e riusabilità dei materiali. Favorire l’estensione della durata di vita dei beni di consumo (contrastare l’obsolescenza programmata), armonizzare la responsabilità estesa del produttore (EPR) e diventare un riferimento a livello europeo.