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Il patrimonio immobiliare italiano, data anche la crisi del comparto edile, è in una condizione di notevole arretratezza dal punto di vista sismico e di profilo energetico. Interi quartieri costruiti negli anni del boom edilizio degli anni ‘70, sono oggi dei “dormitori” che inquinano le nostre città e necessitano di ingenti risorse energetiche per offrire un livello di comfort minimo.
Si stima che gli investimenti necessari ad eseguire interventi di riqualificazione energetica sull’intero patrimonio immobiliare italiano richiederebbero circa 80 miliardi di euro nei prossimi vent’anni. Il solo settore residenziale necessiterebbe di oltre 65,2 miliardi di euro per riqualificare tutto lo stock realizzato tra il dopoguerra e il duemila, corrispondente ad oltre 17,2 milioni di immobili.
Non è più pensabile perseguire elevati incrementi di efficienza energetica attraverso interventi su singole unità immobiliari: bisogna puntare alla riqualificazione di edifici o di interi quartieri.
Nella nostra visione è possibile superare le barriere a un miglioramento dell’efficienza energetica se si aggrega l’offerta, rendendo possibile sfruttare le economie di scala. La Cassa Depositi e Prestiti (CdP) deve diventare soggetto responsabile di operazione finanziaria dietro a interventi estesi di efficienza, in collaborazione con municipalità, amministratori di condominio e imprese del territorio. CdP può indirizzare gli incentivi già presenti, come Ecobonus (con cessione del credito), conto termico, e i fondi europei dedicati, anche attraverso l’attivazione di opportuni fondi rotativi per il finanziamento degli interventi anche su singoli condomini, e una più snella procedura burocratica per incentivare la partecipazione delle ESCo (Energy Service Companies).