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9 mesi agoPubbliche0

Dato il grandissimo impatto ecologico di pesticidi e fertilizzanti chimici è opportuno eliminare al più presto gli stessi alla circolazione, per via della contaminazione delle falde acquifere e dell’aria nelle zone dove viene praticata la fitoterapia. È necessaria una legge che vieti l’uso di questi prodotti, che inoltre dovrebbero essere inseriti in una lista e resi più difficili da smerciare (maggiorazione dei costi, acquisto sottoposto alla presentazione di autorizzazioni all’uso o di attestati di partecipazione a corsi educativi sui rischi del prodotto etc). In alternativa al divieto all’uso e al commercio si potrebbero porre dei limiti all’uso, tramite forti sanzioni economiche nei confronti delle aziende agricole che utilizzano prodotti dannosi per l’ambiente. Il ricavato economico di queste sanzioni si potrebbe aggiungere ai fondi europei per lo sviluppo ed essere utilizzato per incentivare tramite dei premi economici più aziende a convertirsi alla produzione biologica. Questi aiuti sono importanti soprattutto nel primo periodo immediatamente successivo alla conversione, dato che solitamente tende ad essere il meno produttivo e spesso scoraggia gli imprenditori ad un cambio di rotta. In questo modo gli agricoltori non dovrebbero subire grosse perdite economiche o produttive e non rischierebbero ulteriori sanzionamenti da parte dello Stato. Queste regole dovrebbero valere in particolar modo per le zone di produzione del vino, dove i centri abitati sono circondati dai vigneti e nei periodi dell’anno destinati alla fitoterapia è praticamente impossibile respirare. Come triste testimonianza di ciò, è stata registrata un’altissima incidenza di mortalità infantile in queste zone.