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3 mesi agoPubbliche0

La scienza ci dice che:
– a un aumento di 20 ettari di suolo urbanizzato per chilometro quadrato corrisponde un AUMENTO DI 0,6 GRADI DELLA TEMPERATURA superficiale dell’area in cui avviene il consumo di suolo cementificato, asfaltato, impermeabilizzato;
– gli ALBERI possono RIDURRE DI UN QUARTO l’inquinamento (polveri sottili, NO, SO, ozono) e raffreddare fino a 2 gradi l’aria circostante;
– nei primi 30 cm di un suolo agricolo SI ACCUMULANO 60 TONNELLATE di carbonio per ettaro;
– il suolo è il teatro delle diverse forme di vita umana, animale e vegetale, dei cicli bio-geo-chimici naturali che rendono
possibile UNA VITA SANA SULLA TERRA;
– il consumo di suolo distrugge uno dei più grandi serbatoi di carbonio della terra generando al contempo una RAPIDA RIEMISSIONE DI CO2 in atmosfera che aggrava il precario equilibrio climatico globale.

Queste sono solo alcune della “ragioni scientifiche” per cui in Italia è urgentissimo adottare misure a costo “zero”, come:
-Arrestare il consumo di suolo (siamo il paese più cementificato d’Europa) in tutte le sue forme, attraverso leggi che blocchino nuove cementificazioni, nuovo spreco di suolo, utilizzando e facendo manutenzione di costruzioni e infrastrutture già esistenti sul suolo già consumato;
-No a nuove infrastrutture per il trasporto su gomma di merci e persone (il 40% di consumo di suolo dipende da nuove infrastrutture);
-Vietare il taglio di alberi in città, nelle campagne, nei paesi, in collina, nelle montagne, sia in ambiti pubblici sia in ambiti privati per il loro immenso valore ecologico e climatico.

Poi ci sono misure, adeguatamente finanziate da una rilevante quota di spesa pubblica, che devono urgentemente modificare stili di vita e concezioni antropocentriche dello sviluppo economico, miranti:
– al risparmio energetico degli edifici esistenti, all’eliminazione di mezzi inquinanti, all’incremento rinnovabili, ai controlli su stufe e qualità delle biomasse.